La Tribuna di Treviso, 22 luglio 2011

VENEZIA. Curioso, ma 228mila euro, destinabili a piccole imprese e artigiani, sono finiti nelle casse di associazioni ornitologiche (se ne contano 54). Altri 784mila euro, invece, ad associazioni culinarie, comitati, sagre e, perfino, alla Congrega del Tabaro di Treviso (4mila euro). Sempre per curiosità, si aggiungono: 4mila euro versati al Moto Club di Spinea; 6mila euro al Comitato Festeggiamenti di Santa Assunta, e 8mila euro al Comitato Unpli di Treviso. Sono le voci di spesa del bilancio 2010 della Regione Veneto: «Una fotografia che la dice lunga su come la Regione ha deciso di investire le proprie risorse in un momento di crisi economica, nonostante il prodotto interno lordo del Veneto nell’ultimo biennio sia diminuito del 6%», hanno spiegato Diego Bottacin e Andrea Causin, del gruppo Verso Nord, in una conferenza stampa a palazzo Ferro Fini.
Verso Nord entra al cuore della polemica che in questi giorni si gioca tra Mario Pozza di Confartigianato e l’assessore regionale all’Economia, Marialuisa Coppola. Confartigianato, da queste colonne, ha lanciato l’allarme, ma la Regione, a partire dal presidente Zaia, restituisce al mittente l’accusa.
A fronte di un bilancio regionale 2011 che vede, è la denuncia degli artigiani, azzerati i fondi per la categoria, gli stanziamenti 2010 per sagre e manifestazioni - «almeno un milione e settecentomila euro» denunciano i due consiglieri regionali - suonano come una beffa.

L’appello lanciato da Verso Nord fa leva, inoltre, sulla necessità di garantire tempi certi di pagamento alle piccole imprese. «Casi di pagamento protratti oltre due anni ad aziende private che offrono servizi alla Regione, di cui il debito di 8 miliardi della Ussl n’è esempio. Debiti che invece la Regione dovrebbero saldare entro 24 mesi», continuano Bottacion e Causin. «Con casi concreti di aziende che hanno da due anni un credito di 50 milioni ancora non estinto». Si aggiungono i 35 milioni del Fondo di garanzia che nel 2008 avrebbe dovuto assicurare una boccata d’aria alle imprese colpite dalla crisi e che non sono mai stati erogati. «Le aziende che non riescono a riscuotere i crediti vantati verso la Regione si trovano nell’impossibilità di adempiere agli obblighi fiscali contributivi e finiscono tra le tenaglie di Equitalia. Indebolire le Pmi significa indebolire il sistema economico regionale».
Dei 14 milioni totali di cui l’amministrazione regionale dispone, sono 2 milioni e 300mila euro i fondi svincolati, ma di questi solo un milione è realmente nelle casse della Regione. «E gli impegni assunti dalle casse regionali superano di gran lunga la soglia di spesa reale». Per questo è necessaria una riduzione della forbice tra gli impegni presi e i reali fondi disponibile, concludono da Verso Nord, che invece va sempre più dilatandosi a discapito delle aziende private.
«Già a partire dalla Legge Finanziaria e per l’esercizio 2012, serve una rigorosa coincidenza tra gli impegni economici che si assumeranno e la disponibilità di cassa effettivamente e concretamente disponibile» sostengono Bottacin e Causin. «Zaia dica se la Regione, al pari di qualsiasi azienda che non adempie ai propri crediti, è un’azienda tecnicamente fallita».

Marco Petricca

Tags: Andrea Causin | Confartigianato | Diego Bottacin | economia | Luca Zaia | Verso Nord; Regione Veneto

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