Diamo l'avvio a un piano di dismissioni pubbliche

Colgo lo spunto dell’ingresso di Enrico Quarello nel consiglio di amministrazione di Ascopiave per proporre un cambio radicale nella gestione delle amministrazioni pubbliche e nei costumi della politica. Non intendo infatti commentare la vicenda Quarello in , così come non ho commentato l’indagine a carico di Brentan. Credo invece sia venuto il tempo di fare una riflessione sui meccanismi di funzionamento degli enti pubblici e sull’opacità generata dalla commistione tra politica e affari.

Perciò dico: fuori la politica dalle società che fanno servizi a rilevanza economica. Per sempre.

Propongo una “profilassi pubblica” tale da costringere gli enti pubblici a ritirarsi da tutte quelle società di gestione di servizi di natura industriale: questa profilassi prende il nome di dismissioni. La politica e i suoi rappresentanti hanno trasformato le società di scopo in luoghi di occupazione del potere, abbassando la qualità dei servizi per i quali il nostro paese e la nostra regione scontano un ritardo notevole nei confronti dei partner europei. Negli ultimi decenni sono aumentate l’opacità e la vischiosità delle gestioni, evidenziati dagli ultimi casi di corruzione nel Veneto. Inoltre, la concorrenza è completamente assente e per questo motivo il costo dei servizi è alto, ma la qualità resta del tutto insufficiente. Inefficienza, opacità maggiore esposizione alla corruzione sono i costi diretti e indiretti, che i cittadini hanno pagato e continuano a pagare per l’impropria intermediazione politica che in Italia permea ogni settore.

E’ necessario pretendere la vendita delle quote societarie detenute dagli enti pubblici in ogni azienda di gestione dei rifiuti, dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Settori cruciali per la vita di un paese, e proprio per tale motivo hanno bisogno di programmazione e controllo. Due funzioni indispensabili che solo una politica indipendente e non coinvolta nella gestione diretta dei servizi può assicurare.

Tags: ascopiave | dismissioni | gestione servizi | politica | quarello

1 Comment

  1. Sono d'accordo. I servizi pubblici locali sono ambiti di occupazione dei partiti, dove collocare battaglioni di familiari e amici in disprezzo ai criteri di selezione e di merito. Lo dico in base alla mia esperienza manageriale nell'industria a partecipazione statale, nell'industria privata e in una azienda di servizi pubblici.

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