Ai Comuni affidamento e gestione degli uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT) e ripristino del capitolo di bilancio per le funzioni oggi in capo alle Province

Il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia. Nel 2010 ha accolto oltre 14 milioni e 500 mila turisti che hanno portato nelle “nostre” casse un fatturato che incide sul PIL regionale per ben il 5,6 % del totale. Nonostante ciò, nel progetto di bilancio 2012 per il comparto turismo gli stanziamenti sono del tutto inadeguati. Del tutto  scomparso è invece il finanziamento alla rete dell’accoglienza ed informazione al turista (IAT), attualmente dato in gestione alle Province e da queste, in linea generale, a soggetti allo scopo costituiti (cosiddette ex APT).

La rete IAT è composta da 92 uffici che forniscono il primo servizio offerto al turista in arrivo e/o in visita nel nostro territorio, con 250  addetti  (per lo più personale giovane, qualificato e plurilingue) cui si rivolgono ogni anno tutti coloro che chiedono informazioni ed assistenza da e per le  località di soggiorno. Va dache il soddisfacimento della richiesta di un’informazione precisa e dettagliata rappresenta un buon motivo di eventuale scelta e ri-conferma della località.

In un’ottica di efficacia della spesa e di produttività della stessa, una corretta amministrazione delle risorse punta a mantenere ciò che già c’è (i milioni di turisti che arrivano), invece di azzerare una rete di servizi e qualche centinaio di posti di lavoro, rischiando di gravare sul bilancio regionale. Per questo oggi, noi esponenti di Verso Nord (insieme a me, il collega Andrea Causin e il consigliere provinciale Diego Vianello) abbiamo presentato un emendamento all’articolo 3 della legge 33 del 2002, affidando da subito ai Comuni la competenza in materia di informazione e accoglienza al turista, oggi in capo alle Province.

Come previsto dal decreto Monti, le Province esauriranno presto le loro competenze, perciò è opportuno che i circa 4 milioni di euro oggi inseriti in un capitolo generico sul turismo, vengano trasferiti agli IAT. Sappiamo che non si tratta di una soluzione definitiva, ma è un modo per non far cessare di colpo un servizio utile e apprezzato, almeno in attesa della sua riorganizzazione su base comunale. In questo modo la rete IAT, a base municipale o di unione di comuni, potrà godere delle necessarie compartecipazioni finanziarie locali in quanto integrata con gli altri servizi municipali, oltre che delle opportune e necessarie sinergie con le differenti società a partecipazione comunale che già gestiscono in queste località servizi rivolti al turista.

Di seguito, alcuni utili approfondimenti:

- La relazione che spiega nello specifico gli emendamenti di Verso Nord
- La provenienza dei turisti che hanno visitato il Veneto (dati 2010)
- Arrivi e presenze nelle località venete con uffici IAT

Tags: bilancio | comuni | IAT | province | turismo | Veneto



 

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