"Nessuna rottamazione degli autobus destinati ai servizi atipici (scuolabus, cruise, servizi navetta, etc.) con più di 15 anni di età fino ad un generale riordino della materia. Sarebbe assurdo in questo periodo di crisi, penalizzare le imprese venete che subirebbero la sleale concorrenza di quelle che hanno sede fuori regione". Il consigliere regionale Diego Bottacin (Verso Nord) esprime soddisfazione per la dura battaglia vinta in aula lo scorso 29 dicembre (in discussione la modifica della Legge Regionale 3 aprile 2009, n. 11 Disposizioni in materia di attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente e la modifica dell’articolo 4 della Legge Regionale 30 ottobre 1998, n. 25 Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale) e rilancia: "Ora tempi stretti per la legge di riordino. Se dei limiti devono esserci, devono valere per tutti i mezzi, apartire da quelli usati dalle aziende pubbliche per il Trasporto Pubblico Locale".

A seguire, la trascrizione dell'intervento in aula durante il Consiglio regionale tenutosi il 29 dicembre 2011:

Grazie Presidente.
Io dissento nel merito dalle argomentazioni del collega Pettenò, e poi dirò qualcosa, ma condivido invece pienamente la censura politica che ha esposto davantio allo spettacolo, davvero poco serio, che questa maggioranza sta dando.
Noi abbiamo un obbligo: essendo imminente una scadenza ed essendo stato presentato a firma di molti Capigruppo e di molti rappresentanti di tutti i Gruppi consiliari un progetto di legge che aboliva il criterio della vetustà per i mezzi pubblici, abbiamo il dovere di dare una risposta prima del 31.12.2011. Poi la risposta può essere positiva o negativa, è legittimo, ognuno si assumerà la propria responsabilità, ma abbiamo il dovere di dare questa risposta.
Io mi sono convinto, dopo aver ascoltato a fondo le ragioni di chi ha tirato la giacchetta da un lato e dall’altro, che è saggia la decisione proposta con l’emendamento che abbiamo votato. È una decisione che chiede a noi una proroga motivata dalla necessità di rivedere complessivamente la normativa sulla materia.
Noi chiediamo ad aziende private di assumersi degli obblighi che le aziende pubbliche che noi sovvenzioniamo non si assumono, perché qui ho sentito parlare di sicurezza, di ambiente e di mercato.
Allora io vorrei capire se la sicurezza dei passeggeri in questa Regione la garantiscono i pochi operatori privati che portano bambini, anziani, cittadini a scuola, all’aeroporto o in gita o le molte ditte pubbliche che tutti i giorni fanno il trasporto pubblico locale, i servizi di linea.
Vorrei capire se la sicurezza la devono assicurare solo i privati che non hanno i contributi pubblici o se dobbiamo prima noi dare l’esempio con i mezzi pubblici. A me pare evidente la risposta.
Vorrei sapere se l’ambiente, attraverso limiti alle emissioni, lo devono tutelare loro, a cui le aziende pubbliche sottraggono indebitamente fette di mercato con i mezzi che hanno le nostre sovvenzioni per cui svolgono una concorrenza sleale, o se i primi a dare l’esempio devono essere le Aziende pubbliche di trasporto pubblico locale.
Ieri in Riunione dei Capigruppo io ho fatto questa domandina all’assessore Chisso e ai tecnici: se noi ponessimo in capo alle aziende pubbliche che gestiscono il trasporto pubblico locale gli stessi obblighi che con questa legge abbiamo posto in capo alle aziende private, cosa succederebbe? L’assessore Chisso, che è qui presente, ha onestamente risposto: "Niente, non succederebbe assolutamente niente se mi trovate 300 milioni di euro per sostituire i mezzi". È vero, assessore?... Bene. Siccome i soldi non li abbiamo vuol dire: semplicemente che non è possibile mettere in capo questo obbligo alle aziende che fanno trasporto pubblico locale.
Allora io vi chiedo perché dobbiamo porlo in capo agli operatori privati in questo momento economico che già soffrono la sleale concorrenza delle aziende pubbliche che fanno il servizio pubblico locale e dobbiamo mettergli in capo anche questo gravame in nome dell’ambiente, della sicurezza dei bambini etc.?
Ebbene prima ci pensano le aziende che fanno il trasporto pubblico locale a partire da quelle interamente pubbliche e poi possiamo permetterci il lusso di chiedere la stessa cosa agli operatori privati che, tra l’altro, subiscono anche la concorrenza sleale delle aziende che hanno sede nelle Regioni limitrofe, perché noi siamo campioni di liberismo a parole e poi riusciamo a fare continuamente operazioni di protezionismo alla rovescia, azioni che proteggono le ditte che hanno sede fuori dal Veneto e “la mettono a bottega” a quelle che ce le hanno in Veneto.
Per questo votiamo a fovore del provvedimento di proroga.
Grazie!
 

Tags: autobus | consiglio regionale | legge | TPL | trasporto pubblico locale | Veneto

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