07 Giugno 2011
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Ieri è stata l’ennesima giornata di caos per gli utenti delle Poste. Il blocco del sistema informatico postale ha danneggiato decine di migliaia di cittadini. Grandi gruppi bancari italiani ed europei hanno cambiato e cambiano le piattaforme informatiche anche decine di volte senza che gli utenti se ne accorgano, mentre le Poste riescono a paralizzare l’Italia in un colpo solo. Sono numerosissimi i cittadini che mi segnalano i loro disagi e disservizi, mentre cresce la preoccupazione di quegli utenti che dovrebbero ricevere prestazioni di tipo sanitario a casa e che, legittimamente, non si fidano del servizio postale.
La mia indignazione è grande e la mia richiesta precisa: chiedo al presidente Zaia di disdire l’accordo quadro siglato il 24 maggio che prevede, tra l’altro, la distribuzione dei farmaci da parte di Poste Italiane Spa. L'evidenza è davanti agil occhi di tutti: questa azienda non è in grado nemmeno di fare ciò per cui esiste: consegnare le lettere, incassare i pagamenti delle bollette e distribuire le pensioni; figuriamoci se può occuparsi di un’attività così delicata come la distribuzione a domicilio dei farmaci, della prenotazione di visite mediche, della riscossione dei ticket e della consegna dei referti.
Non capisco il motivo per cui il presidente Zaia si accaniscenel voler sostenere con soldi della sanità veneta le vergognose inefficienze di Poste Italiane. Visto il caos ormai quotidiano che contraddistingue il servizio postale, la Regione dovrebbe ritirare l’accordo quadro da cui, a ben vedere, trae vantaggio una sola parte, ovvero le Poste, ma non certo i cittadini. Quando Poste Italiane avrà dimostrato di riuscire a consegnare le cartoline in tempi ragionevoli, allora potremo discutere di ulteriori servizi.




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