19 Dicembre 2011
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La Corte Costituzionale esclude Atalmi e Bottacin dalla causa per danni intentata dalla Sigma Informatica nella vicenda del furto di 4 milioni alla Asl di Treviso, respinge le pretese risarcitorie di Sigma Informatica, conferma che i consiglieri regionali Nicola Atalmi e Diego Bottacin hanno fatto solo e soltanto il loro dovere.
Con la sentenza 332/2011, depositata ieri, la Corte Costituzionale ha riconosciuto che i sottoscritti, intervenendo con dichiarazioni ed interrogazioni per far luce sulle responsabilità del furto di 4 milioni di euro alla Asl di Treviso ad opera di una dipendente, hanno agito espletando le funzioni di consiglieri regionali e quindi coperti dalla garanzia della insindacabilità, prevista dall’art. 122, quarto comma, della Costituzione. La società informatica Sigma invece ci aveva trascinato in Tribunale per chiederci un risarcimento danni, perché con le nostre interrogazioni e dichiarazioni avremmo leso l’immagine della società, chiedendoci milioni di euro per danni. Lo ha fatto, tra l'altro, non subito dopo i fatti, ma a mesi di distanza, proprio quando, guarda caso, entrambi eravamo impegnati in campagna elettorale.
La Regione, nella persona del presidente Zaia, aveva prima garantito la tutela legale e poi sollevato un conflitto di competenza presso la Corte Costituzionale contro il Tribunale di Venezia che non aveva accettato la nostra richiesta di essere stralciati dal procedimento che riguarda la vicenda. Non possiamo che esprimere soddisfazione per il ripristino del principio di insindacabilità delle azioni che i consiglieri regionali fanno quando esercitano il loro compito. Assicuriamo che in nessun modo e mai ci faremo intimidire da azioni di questa natura e garantiamo che questa vicenda non farà che aumentare il nostro impegno per ottenere piena luce su tutte le responsabilità di questa gravissima vicenda che ha sottratto ai cittadini veneti ed alla sanità risorse importanti.





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