17 Ottobre 2011
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Senza banda larga, la crescita resta un miraggio
Notizia di qualche giorno fa l'incredibile "scippo" da 800 milioni di euro originariamente destinati alla banda larga. Altro che crescita e innovazione, così si sta pregiudicando il futuro del nostro Paese! Questo governo toglie all’Italia la possibilità di competere con i mercati internazionali, aumentando il gap digitale con i paesi più avanzati. E nel frattempo, anche nel Veneto è tutto fermo...
Il Ministero dell’Economia ha ridestinato verso altri lidi i fondi per il settore TLC. Lo sviluppo delle NGN (Next Generation Networking) è stato così affidato al progetto privato Metroweb (guarda caso avvallato dallo stesso Tremonti), che distribuirà le nuovi reti in fibra ottica molto lentamente, al ritmo di due città all’anno. E intanto sono già molti gli analisti che giudicano gravissima la sottrazione di questi fondi a un settore che dovrebbe rappresentare la punta di diamante per un paese che vuole definirsi moderno.
Ci tengo a ricordare come l'argomento è sempre stato uno dei maggiori interessi del movimento Verso Nord. Infatti uno dei punti del manifesto recita proprio “mettere il Nord in rete”. Si tratta di un problema dell’Italia in primis, che vede aumentare il digital divide con gli altri Paesi. Poi del Nord, le cui aziende che per anni hanno trainato la nostra economia si trovano a non essere più competitive sul mercato. Ed è anche un problema che riscontro tutti i giorni nella Regione del Veneto, con la lentezza con cui si avviano i processi di e-government e di digitalizzazione dell’apparato burocratico caldeggiati da Zaia in campagna elettorale. Fino adesso non s’è visto nulla e l’unica rete proposta agli italiani è quella che li avviluppa all’arretratezza tecnologica.




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