07 Ottobre 2011
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Come forse già saprete, qualche giorno fa ho avanzato la proposta di abolire l’articolo 22 della legge 3 del 2003 che, con il pretesto di conservare l’identità veneta, sparpaglia ogni anno centinaia di migliaia di euro a enti e associazioni per sagre, fiere e piccole iniziative. L'assessore Stival, dopo la mia proposta di legge per cancellare i fondi sull'identità veneta (ribattezzata "legge mancia" o "legge delle mance"), ha ribattuto dicendo che la vera legge mancia è la n.49 del 1978, indicandola come fonte di sprechi se messa a confronto con i finanziamenti sull’identità veneta.
Al che ho avanzato un'ulteriore proposta di legge per abolire anche la legge n.49 e ho chiesto all’assessore di firmarla, contando sulla sua coerenza, ma credo di aver contato male. In realtà, l’assessore giustifica i propri sprechi perché i colleghi di giunta ne hanno altrettanti se non di più. Insomma, l'evidenza dei fatti è questa: la Lega e Stival hanno deciso di non aderire alla seconda iniziativa in due giorni che tende a ridurre gli sprechi e a razionalizzare la spesa secondo criteri di efficienza ed efficacia.
Ridurre i costi della politica significa (anche) chiudere i rubinetti che erogano fondi senza alcun quadro di riferimento generale. La legge sull’identità veneta, come la legge 49 sembrano fatte apposta per alimentare clientele e non incidono minimamente né sulla cultura né sullo sviluppo del Veneto.
Ormai è sotto gli occhi di tutti: stiamo passando da Roma ladrona a Lega sprecona!




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