05 Settembre 2011
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Pdl, Lega e Pd contrari alla riduzione fanno opera di irresponsabilità
Stamattina mi sono recato in commissione statuto con la speranza che si potesse tornare a ragionare dopo il risultato dell’ultima riunione, ma la commissione, dopo appena mezz'ora, ha rinviato la discussione in aula in data da destinarsi. Insomma, lo statuto della Regione Veneto è di nuovo bloccato e lo scoglio che ha fatto arenare la legge fondamentale è sempre lo stesso: il numero dei consiglieri.
È incredibile come centrodestra e centrosinistra siano sempre in disaccordo su tutto tranne sul fatto che non hanno alcuna intenzione di ridurre il numero dei consiglieri regionali. Ora ci dicono che bisogna attendere il varo della manovra da parte del governo centrale, perché prevederebbe il taglio dei consiglieri regionali. D’accordo con gli altri esponenti di Verso Nord voglio invece far notare che la manovra in sé non può tagliare nulla, a meno che non si cambi la costituzione, dato che le Regioni godono di autonomia.I nodi però verranno al pettine e la scusa della manovra finanziaria si dimostrerà un patetico tentativo di nascondere le difficoltà di maggioranza e opposizione.
Ancora più grave è però la rinuncia del Consiglio Regionale a responsabilità proprie. Già oggi il Consiglio può, anzi deve, decidere una riduzione del numero dei consiglieri, è necessaria solo la volontà dei suoi componenti. Non tanto per rispondere all'onda montante dell'opinione pubblica, quanto perché un Consiglio più snello risponde a criteri di maggiore efficienza e maggiore efficacia dell'azione amministrativa. Un minor numero di eletti costringerà i partiti a selezionare maggiormente il proprio personale, puntando su criteri di merito e di qualità.
Tutto ciò è necessario recuperare la credibilità e l’autorevolezza della politica, intesa come organizzazioni di partito e classe dirigente.
Purtroppo, ancora una volta i consiglieri di Lega, Pd e Pdl hanno deciso di posporre l'argomento e di fare come gli struzzi: nascondere la testa sotto la sabbia nella vana speranza che passi la tempesta.




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