Può sembrare incredibile che anche nella Marca dei primati vi siano zone che non hanno l’acquedotto, ma questa è la realtà. A Treviso, Quinto, Zero Branco e altri comuni della provincia di Treviso sono migliaia le abitazioni non ancora allacciate alla rete idrica e le famiglie si approvvigionano di acqua potabile dai pozzi artesiani.

Converrete con me che si tratta di una situazione anacronistica. Rispetto alla capacità di depurazione, la città di Treviso è al 98° posto della speciale classifica di Legambiente “Ecosistema Urbano”, contando solo il 28 per cento degli abitanti allacciati agli impianti di depurazione. In Italia, solo Catania, Benevento e Imperia fanno peggio.

Nonostante questa fortissima carenza infrastrutturale, degna di una città in via di sviluppo, l’anno scorso la bolletta dell'acqua è aumentata del 160 per cento. Questo è un altro segno di quanto la Lega ci tenga a spremere i cittadini che malauguratamente amministra.

Invito il “quasi” sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, a lasciar perdere buffonate come i ministeri al nord, secondo lui trasferibili “quasi a costo zero” e ad occuparsi di cose più serie, come appunto la quasi totale assenza degli impianti di depurazione in città.

Tags: acquedotto | Diego Bottacin | Provincia di Treviso | Verso Nord

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