14 Giugno 2011
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Sulla Tav pesa la mancanza di decisioni della Regione
Chi governa il Veneto? È passato più di un anno dal voto con cui i veneti hanno consegnato a Luca Zaia e alla sua maggioranza una delega forte, se non fortissima, per affrontare e possibilmente risolvere alcuni dei principali nodi che bloccano lo sviluppo della nostra Regione. Eppure il presidente, che ha preso oltre 1 milione e mezzo di voti pari al 60,15%, che vuole inserire l’altisonante titolo di “governatore” nello statuto, è del tutto assente là dove sarebbe più logico fosse: l’arena decisionale.
L’esempio evidente di questa vacanza di governo è l’Alta Velocità. Come rilevato a più riprese da autorevoli osservatori, l’opera in territorio veneto è ancora tutta da pensare oltre che da costruire. L’ostacolo principale di un’infrastruttura considerata centrale per lo sviluppo economico e sociale a lungo termine e per le connessioni con l’Europa non è, infatti, la mancanza di finanziamenti, quanto l’assenza di scelte.
Prendere delle decisioni, implica l’assunzione di responsabilità e la capacità di fare delle scelte, talvolta poco popolari, ma che hanno come obiettivo l’interesse generale e il bene comune. Purtroppo, Luca Zaia continua a sottrarsi maldestramente al suo dovere di decisore, limitandosi a enunciare che “opere come la Tav debbono assolutamente essere considerate prioritarie”. Una dichiarazione condivisibile in linea di principio, se non fosse pronunciata da chi ha responsabilità di governo. In realtà, è la risposta offerta da Luca Zaia pochi giorni fa, l’11 giugno 2011, alla presa di posizione degli industriali veneti: ed è una dichiarazione di impotenza.
Chi, se non la Regione Veneto, deve sciogliere i due principali nodi che gravano sulla tratta veneta dell’Alta Velocità?
Esiste il nodo Vicenza. Con buona pace di tutti i campanili, che vorrebbero una stazione per ogni città non possono esserci fermate ogni 40 chilometri e inoltre bisogna decidere se il tracciato sarà interno o esterno. Tuttavia, non sappiamo come la pensi Zaia che, al di là dei proclami, sembra non essere intenzionato a prendere una decisione di merito, forse temendo di scontentare qualcuno.
L’altro nodo riguarda il tracciato da Venezia a Trieste. Dopo tre lustri in cui si parla di Alta Velocità a Nord Est, non è stato ancora deciso dove far passare il tracciato. Intanto la stessa Regione ha imboccato soluzioni stravaganti, come la linea costiera con una fermata a Jesolo. Secondo noi, la soluzione più coerente è quella di rafforzare i corridoi esistenti e quindi far passare la Tav lungo il tracciato della A4. Inoltre, questa sarebbe la soluzione col minore impatto ambientale. Anche in questo campo rileviamo la totale assenza di iniziativa della Regione e del suo presidente.
Nel frattempo, gli imprenditori veneti sentono che stanno letteralmente per perdere il treno dell’adeguamento infrastrutturale e cominciano giustamente a organizzarsi per proporre una propria alternativa. Tuttavia, poiché sarebbe ingenuo pensare che un’opera così venga costruita senza l’assenso delle comunità, l’iniziativa degli industriali presto o tardi si dovrà confrontare con il decisore pubblico. Ecco perché sarebbe importante che da subito, Zaia cominciasse a fare il lavoro per cui è stato eletto: produrre delle scelte. Non può continuare a galleggiare facendosi chiamare governatore senza governare.




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